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Cosa si intende per stato di Flow?

A cura di Alessandro Gattico

 

Vi è mai capitato durante un allenamento o una gara la sensazione di essere totalmente assorbiti ed immersi in quello che state facendo? Questa sensazione e stato di concentrazione viene chiamata flusso o flow.

Nello stato di flow l'attenzione è totalmente rivolta sul compito che stiamo svolgendo, l'atleta non è disturbato dai propri pensieri o da quel che lo circonda, poiché è totalmente assorbito dalla sua attività.

Il 'flusso' rappresenta il massimo livello di sfruttamento delle emozioni, dell'attenzione e della concentrazione al servezio della prestazione e dell'apprendimento.

Questo stato permette all'atleta un impegno ed un' attivazione molto alta e possiamo sfruttare il tutto in allenamento ma ancor più in gara, per ottenere il massimo risultato.

 

Secondo lo studio di R. Robson l'atleta ha maggiori possibilità di raggiungere lo stato di flow seguendo dei punti:

1.      Non accontentarsi dei risultati ottenuti.

2.      Porsi obbiettivi che possono sembrare irraggiungibili (ovviamente dobbiamo essere onesti con noi stessi nel farlo).

3.      Credere nella sfida e nella possibilità di vittoria.

4.      Imparare a controllare la concentrazione massima.

5.      Rimanere concentrati sul momento e non divagare con la mente (ad esempio non farsi trasportare durante l'attività direttamente al momento della possibile vittoria).

6.      Controllare ogni momento della prestazione.

7.      Mantenere un senso di divertimento.

[Fonti: tecniche di mental training nello sport di M. P. Brugnoli].

 

 

 

Perchè allenarsi con le clave?

Rispetto ad un comune bilanciere si possono avere dei carichi monolaterali e, cosa molto importante, asimmetrici. Questa particolarità spinge il nostro sistema neuromuscolare ad una maggior attivazione per il controllo del carico. La massa della clava stessa, essendo decentrata, richiede una più alta capacità di stabilizzazione a carico delle articolazioni ma soprattutto del core. Molto spesso c'è una netta divisione di condizionamento tra muscoli superficiali e muscoli profondi stabilizzatori, le clave non fanno altro che adattare il sistema-corpo in toto, non potendo allenare un muscolo in modo analitico a discapito di un altro. I movimenti risultano essere quindi multiarticolari e, a causa della massa decentrata, il lavoro sulla forza di presa risulta essere notevole.

L'utilizzo di questo attrezzo può essere utile in una preparazione atletica di sport dove è molto sollecitata l'articolazione della spalla (come la pallavolo, ecc), in quanto i lavori di rotazione e di tensione che vanno a crearsi intorno al cingolo scapolo omerale sono in grado di rinforzare l'articolazione in modo completo. In questo modo possiamo sia salvaguardare l'atleta dal rischio di infortuni che lavorare su problematiche di mobilità.
L'allenamento con la clava ha infatti come cardini: stabilità, mobilità e propriocezione.

Oltre a salvaguardare le spalle, possiamo sfruttare l'allenamento con le clave per un rinforzo del core, aumentando ancora una volta la stabilità dell'atleta e la propriocezione generale. Prendiamo come esempio gli sport da combattimento, dove non solo occorre una preparazione specifica per tutta la fascia addominale per resistere ai colpi dell'avversario, ma possiamo sfruttare gli esercizi su più piani di lavoro che la clava può offrire per andare a rinforzare la capacità estensoria delle anche. La funzione dei muscoli estensori dell'anca è la propulsione e, per effetto balistico, la generazione di forza trasmessa agli arti superiori. Risulta quindi un ottimo modo per limare le carenze nelle alzate principali dal punto di vista della mobilità, avendo attivazioni muscolari molto simili.

Allenarsi con le clave richiede un ottimo controllo del core, della respirazione e della gestione della fatica e, come per le kettlebell, vale la regola basilare della Forza (F = m x a). Ampliando questa capacità condizionale principe, le espressioni di Forza lungo le traiettorie estreme di movimento aumentano la capacità da parte delle articolazioni di assorbire e scaricare tali tensioni.

Se volete migliorare i carichi nel vostro allenamento, iniziate a considerare l'idea che qualsiasi spostamento avviene in un qualsiasi piano di lavoro tramite la forza di presa. Traducendo, il fattore chiave per una crescita muscolare funzionale ai carichi avviene con più efficacia se aumentate la vostra forza di presa.

Tramite l'allenamento con le clave siamo quindi in grado di effettuare un lavoro di tipo balistico, ovvero un lavoro che permette di sfruttare la capacità del corpo umano di imprimere una forza e generare un movimento di inerzia.
L'esempio classico è lo swing, dove attraverso la contrazione rapida della catena cinetica posteriore, siamo in grado di dare una propulsione all'oggetto (nel nostro caso la clava) che manterrà la sua inerzia nello spazio. Questo lavoro è molto utile per imparare a muoversi contraendo grandi catene muscolari contemporaneamente e in modo sinergico nel minor tempo possibile.

(Immaginate uno stacco da terra e uno swing con una clava pesante, eseguito in maniera balistica: l'estensione dell'anca dell'ultimo tratto prima della chiusura dello stacco è la medesima.)

 

-Tratto da 'Indian clubbels' a cura di Andrea Scortegagna e Alessandro Gattico, pubblicato su RawTraining (leggi articolo completo: http://www.rawtraining.eu/lavori-specifici/indian-clubbells/)

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